Troppo stressata anche per leggere un libro, ieri notte sono andata a fare una passeggiata intorno a casa.
Tra le vie del centro, dove i ristoranti brillavano ancora di luci e risate, mi sono fermata a osservare una coppia. C’era qualcosa di strano nel loro silenzio. Lei, una brunetta in minigonna e tacchi alti, dall’aspetto comune, sembrava pronta per un servizio fotografico nella sua posa da diva, sorseggiava il suo vino bianco con una grazia ed eleganza che contrastavano con il suo viso decisamente troppo truccato. Lui, invece, scomposto e arruffato nel suo abito sartoriale, teneva il calice con la mano piena, inghiottendo il vino come fosse acqua, tamburellando le dita sul tavolo. Sembrava che stessero condividendo una tavola, ma non la stessa serata. La mia immaginazione ha iniziato a creare mille storie e congetture: colleghi che si detestano, ex fidanzati in un’uscita forzata, o semplicemente due persone che aspettano….. aspettano cosa?

Con questo dubbio, con questo pensiero mi sono incamminata verso casa. La brezza serale tra i capelli sciolti. Il suono dei miei passi sfumati mentre la mia mente creava scene e situazioni intriganti e a volte divertenti.
Mi sono addormentata così, senza neanche rendermene conto, appagata e divertita dalla mia stessa creatività. Mi sono resa conto che ogni tanto anche la mia mente ha bisogno di una pausa, schiacciata com’è tra lavoro e preoccupazioni. Non ho ancora trovato il finale giusto per la mia storia. In effetti non mi importa.
È stato così piacevole lasciare la mia mente libera di vagare tra le stradine illuminate dalla mia stessa immaginazione e godermi il “semplice flusso di parole”.
A volte, la cosa migliore da fare è solo perdersi…
Quando siamo stressati spesso cerchiamo una distrazione passiva per rilassarci, la TV i social.
Se vediamo bene però, la soluzione non è spegnere il cervello, è accenderlo in un modo diverso. Come il racconto ci insegna, il vero potere non è “staccare”, ma “spostare l’attenzione”. Scegli di essere l’artefice della tua distrazione. Invece di far scorrere i social, osserva, immagina, crea. Questo è il modo in cui trasformi la pausa in una ricarica, la distrazione in una vera nutrizione per la tua mente. È una forma di meditazione attiva che richiede zero sforzo e ti restituisce il doppio dell’energia.
E tu, in quale modo riesci a liberare la mente dallo stress e dalla routine?
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I racconti del coach: sono una raccolta di racconti brevi, storie, anche autobiografiche, ricche di significato, per offrire spunti di riflessione su sé stessi e sull’importanza di vivere consapevolmente.
Primo racconto: La montagna di carta.
Secondo racconto: Il tetto storto
Terzo racconto: Hai visto il gatto?
Quarto racconto: Il tetto storto.
Quinto racconto: L’errore nel codice
Sesto racconto: La mia luce nel buio
Settimo racconto: Il cielo dentro
Ottavo racconto: La maschera della verità
Nono racconto: L’importante è perdersi
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