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La resilienza si può allenare

Questo non è un racconto di fantasia, ma la storia di un campione che ha scoperto il suo vero avversario. Andrea era un tennista di grande talento, con un dritto micidiale, eppure, nei momenti cruciali, faceva fatica a vincere.

Durante le partite importanti, un errore banale bastava a scatenare un ciclone interiore. “Non ce la faccio,” “Sono un disastro,” “Ho perso il tocco.” La sua frustrazione lo svuotava di ogni fiducia e determinazione, un vero e proprio blocco emotivo.

Dopo l’ennesima sconfitta, lo presi in disparte. “Andrea,” gli dissi, “il tuo avversario è nella tua testa. Devi smettere di combatterlo e imparare a gestirlo.” Gli spiegai che doveva sostituire quel “Non ce la faccio” con un “Ci riprovo.” Non era un’illusione, ma una promessa a se stesso. Ogni errore non era una sconfitta, ma un’opportunità per ripartire. Per aiutarlo a spezzare quel circolo vizioso, gli suggerì uno

stratagemma: “Quando senti arrivare la crisi, pensa a un bellissimo gatto bianco che corre dietro le palline da tennis.” Un’immagine semplice e divertente, per bloccare l’ansia e ritrovare la concentrazione.

Andrea si allenò duramente, non solo fisicamente, ma anche mentalmente, cercando di scovare quel gatto bianco nella sua mente. Durante una partita cruciale, si trovava sotto di due set, sull’orlo della sconfitta. Era quasi rassegnato. In quel momento, vide un gatto bianco in fondo al campo. Si strofinò gli occhi, convinto di sognare, ma tutti gli spettatori si misero a ridere indicando il felino giocherellone. Quindi, era reale non frutto della sua immaginazione. Andrea si convinse che fosse un segno, e da quel momento, ogni volta che si preparava a servire, pensava al gatto bianco. “Ci riprovo,” si ripeteva. Il colpo successivo fu potente e preciso. E così, colpo dopo colpo, errore dopo errore, Andrea vinse la partita.

A fine gara, tutto contento, mi parlò del gatto bianco. “Meno male che è entrato in campo, altrimenti non ce l’avrei fatta!” Il mio sguardo era interdetto. “Ma quale gatto? Non c’era nessun gatto in campo,” gli risposi. Andrea era incredulo. “Come, non l’avete visto tutti?” Gli spiegai che l’unico gatto in campo era quello che lui aveva creato nella sua mente esattamente così come lo aveva fatto in allenamento.

Andrea non divenne perfetto, ma il suo atteggiamento cambiò per sempre. Il suo più grande alleato? Se stesso!


Sintesi

La vera forza è la resilienza, quella capacità di inciampare, di sbagliare, e poi di rialzarsi, più forti e consapevoli di prima. La partita più importante si vince dentro di noi. Ogni volta che cadiamo, abbiamo una scelta: restare a terra o imparare a dialogare con la nostra voce interiore con gentilezza, trasformando la critica in determinazione. Allenare la mente è come allenare un muscolo: più lo fai, più diventa forte. La partita più importante si vince dentro di noi, e la vittoria più grande è imparare a trasformare le nostre voci interiori in alleati, un punto alla volta.


I racconti del coach: sono una raccolta di racconti brevi, storie, anche autobiografiche, ricche di significato, per offrire spunti di riflessione su sé stessi e sull’importanza di vivere consapevolmente.

Primo racconto: La montagna di carta.

Secondo racconto: La Guerriera

Terzo racconto: Hai visto il gatto?


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